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I ragazzi che non spengono la luce

La metà dei giovani italiani non spegne la luce quando esce da una stanza. Lo ha accertato la prima indagine sulla percezione del problema dell’energia negli stili di vita quotidiani dei giovani promossa dal coordinamento Coldiretti Donne-Impresa.
Questo vuol dire che per molti l’uso di energia elettrica non viene percepito come consumo. E’ un gesto abituale, dato per scontato. La tv perennemente accesa in certe case, anche durante i pasti, viene vista come un fatto naturale, come l’acqua di un torrente che scorre (come osserva Michele Serra), senza minimamente avere coscienza delle conseguenze di un tale spreco (innanzitutto sul bilancio economico familiare!).
Si sa che in Europa ci sono 2 centrali elettriche in funzione esclusivamente per alimentare gli standby di televisori ed elettrodomestici, come ha ricordato anche Paolo Scaroni – AD dell’Eni – in una recente intervista.
Similmente: quante centrali in Europa sono in funzione per illuminare stanze vuote? A quanti MegaWatt ammonta lo spreco dei cittadini europei che non spengono la luce quando escono da una stanza?
Nell’intervista citata, Scaroni afferma che – solo per soddisfare l’incremento futuro della domanda – avremmo bisogno di costruire 70 centrali nucleari da qui al 2020. Scaroni definisce ciò “un’impresa disperata”.
Non sarebbe quindi meglio – prima di lanciarsi nella Mission Impossible nucleare – cercare di ridurre certe assurde forme di spreco di energia elettrica mediante iniziative di sensibilizzazione e una campagna informativa a tappeto? Avrebbe un costo inferiore di svariati ordini di grandezza rispetto alla costruzione di una settantina di centrali nucleari. Ripeto: svariati ordini di grandezza. E si avrebbero risultati nel giro di qualche mese, non di decenni.
Ma è così difficile educare i propri figli a fare attenzione a spegnere le luci?
Io una proposta ce l’avrei.
Fate presente al ragazzo che chi non spegne le luci quando esce da una stanza è una persona non al passo coi tempi: non si rende conto dei problemi contemporanei. In questo senso, erano di sicuro più moderni i suoi nonni. Quindi lui è un ANTICO.

Un giorno si chiederanno perchè noi si buttava via i metalli

Sì: lo avete mai pensato? Tra un secolo la gente avrà una pessima opinione su chi viveva attorno all’anno 2000.
Come sapete, per effetto dell’aumento della domanda da parte dei paesi emergenti (Cina, in primis), il prezzo di molti metalli raddoppia ogni 12-18 mesi. L’uomo più ricco del mondo è l’indiano Mittal, la cui azienda vende acciaio (alla Cina, in primis…). I furti di rame sono all’ordine del giorno e non risparmiano neanche le ferrovie, causando sempre più spesso la cancellazione di treni.
Qui sotto potete vedere il grafico dell’andamento dei prezzi del rame negli ultimi 30 anni. E’ chiaro che questo metallo sta diventando sempre più prezioso. Nel 2005 ha superato la quotazione di 6.500 dollari la tonnellata (cioè 4,2 euro al chilo), mentre nei primi mesi del 2008 ha raggiunto 6 euro e mezzo al chilo.
Lo stesso prezzo è stato raggiunto nei primi mesi del 2008 dall’alluminio. L’alluminio è un metallo duttile color argento che si trova principalmente nei minerali di bauxite. Forse non tutti sanno che il riciclaggio di una lattina di bibita consente di risparmiare il 95% dell’energia necessaria per la produzione di alluminio a partire dalla bauxite.
In pratica: producendo una lattina da bauxite si consuma 100, producendola mediante il riciclo di un’altra lattina si consuma 5.
Questo è il motivo per cui si fa la raccolta differenziata. Non per soddisfare quattro ambientalisti incazzosi, bensì per soddisfare il fabbisogno di materiali di recupero da parte dell’industria, che da anni riesce a risparmiare soldi (e ambiente) usando carta da macero e rifondendo metalli e vetro.
Aumentando la domanda mondiale di metalli, ne aumenterà la produzione e conseguentemente il fabbisogno di materiali provenienti dal riciclo. Ma andando avanti diventerà sempre più scarsa la loro disponibilità, dato che si tratta di risorse non rinnovabili. Sul nostro pianeta è presente una precisa quantità di ferro, rame, ecc. Finita quella: basta.
Per questo motivo in futuro riciclare sarà un’esigenza assoluta. La raccolta differenziata diventerà sempre più una pratica indispensabile e diverrà inconcepibile che una persona non la faccia. La scarsità di metalli raggiungerà un punto tale che tra un secolo o due gli studenti rimarranno allibiti apprendendo dai libri di storia che nel 2008 c’erano milioni di persone che buttavano contenitori di metallo nei rifiuti indifferenziati, destinati alla discarica. Lattine di alluminio, perdipiù. Per loro sarà un’azione assurda come usare una banconota per accendere una sigaretta.
Non riusciranno a crederci.
Ci odieranno.