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	<title>Commenti a: Io so come andrà a finire&#8230;</title>
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	<description>Idee e informazioni per migliorare il mondo</description>
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		<title>Di: Teste Pensanti</title>
		<link>http://testepensanti.wordpress.com/2008/05/12/io-so-come-andra-a-finire/#comment-46</link>
		<dc:creator>Teste Pensanti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 13:41:11 +0000</pubDate>
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		<description>Il &quot;bio&quot; è il futuro della plastica, ma solo riferendosi alla materia prima da cui produrla. Invece, non è certo il biodegradabile, il futuro. Anzi, col passare del tempo la biodegradabilità verrà sempre più intesa come &quot;spreco di risorse&quot;. Per intenderci, i sacchetti per la raccolta differenziata dell&#039;organico rimarranno in plastica biodegradabile, ma i mestoli per cucina non saranno mai biodegradabili, anzi: verranno realizzati con materiali plastici sempre più resistenti e duraturi. Creare plastica resistente da biomasse sarà l&#039;imperativo futuro, ma già adesso una società come Novamont è tranquillamente in grado di produrre plastiche non biodegradabili a partire dall&#039;amido di mais, se solo venissero richieste dal mercato. 

Ma la sfida ulteriore è questa: riuscire a produrre plastiche non solo facendo a meno di derivati del petrolio, ma anche di derivati del mais. La coltivazione del mais richiede infatti un elevatissimo consumo di acqua e di prodotti chimici. Perchè in futuro la produzione di plastica possa essere considerata sostenibile, vedo solo due possibili percorsi:
- crearla mediante il circuito etanolo-etilene-polietilene, ricavando l&#039;etanolo da biomasse costituite da colture specializzate, estremamente efficienti in termini di consumo di risorse (ad es. la &quot;witchgrass&quot;)
- creare bioplastiche mediante processi di polimerizzazione che partano direttamente da matrici vegetali: ad es. sul mercato già adesso si trovano si trovano plastiche realizzate nn solo da amido di mais o patate, ma anche da grano e altri tipi di cereali, in futuro si potranno trovare processi produttivi per produrre bioplastiche anche da tipi di piante ad alta efficienza energetica.

Il prossimo post di Teste Pensanti - che conto di scrivere nelle prossime settimane - sarà proprio inteso a spiegare come mai i biocombustibili creati dal mais sono quelli con la minore efficienza energetica in assoluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il &#8220;bio&#8221; è il futuro della plastica, ma solo riferendosi alla materia prima da cui produrla. Invece, non è certo il biodegradabile, il futuro. Anzi, col passare del tempo la biodegradabilità verrà sempre più intesa come &#8220;spreco di risorse&#8221;. Per intenderci, i sacchetti per la raccolta differenziata dell&#8217;organico rimarranno in plastica biodegradabile, ma i mestoli per cucina non saranno mai biodegradabili, anzi: verranno realizzati con materiali plastici sempre più resistenti e duraturi. Creare plastica resistente da biomasse sarà l&#8217;imperativo futuro, ma già adesso una società come Novamont è tranquillamente in grado di produrre plastiche non biodegradabili a partire dall&#8217;amido di mais, se solo venissero richieste dal mercato. </p>
<p>Ma la sfida ulteriore è questa: riuscire a produrre plastiche non solo facendo a meno di derivati del petrolio, ma anche di derivati del mais. La coltivazione del mais richiede infatti un elevatissimo consumo di acqua e di prodotti chimici. Perchè in futuro la produzione di plastica possa essere considerata sostenibile, vedo solo due possibili percorsi:<br />
- crearla mediante il circuito etanolo-etilene-polietilene, ricavando l&#8217;etanolo da biomasse costituite da colture specializzate, estremamente efficienti in termini di consumo di risorse (ad es. la &#8220;witchgrass&#8221;)<br />
- creare bioplastiche mediante processi di polimerizzazione che partano direttamente da matrici vegetali: ad es. sul mercato già adesso si trovano si trovano plastiche realizzate nn solo da amido di mais o patate, ma anche da grano e altri tipi di cereali, in futuro si potranno trovare processi produttivi per produrre bioplastiche anche da tipi di piante ad alta efficienza energetica.</p>
<p>Il prossimo post di Teste Pensanti &#8211; che conto di scrivere nelle prossime settimane &#8211; sarà proprio inteso a spiegare come mai i biocombustibili creati dal mais sono quelli con la minore efficienza energetica in assoluto.</p>
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		<title>Di: laura</title>
		<link>http://testepensanti.wordpress.com/2008/05/12/io-so-come-andra-a-finire/#comment-45</link>
		<dc:creator>laura</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 08:17:28 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao.
Io mi sento direttamente interessata a questo articolo in quanto lavoro in una ditta che stampa plastica... ovviamente in crisi.
A mio giudizio il futuro delle aziende che lavorano in questo settore è sicuramente il &quot;bio&quot;.
Se, da una parte, i discorsi sul biosostenibile sono all&#039;ordine del giorno, dall&#039;altra noto una certa riluttanza quando si tratta di cose pratiche. Per esempio mi sono chiesta: quale sarebbe un materiale ecosostenibile da utilizzare per le nostre produzioni? Ho provato a rivolgermi ai nostri fornitori e li ho trovati assolutamente impreparati. Quando, poi, ho affrontato il discorso &quot;mais&quot; non mi hanno praticamente risposto.
Ora mi chiedo, qualora si volesse iniziare a pensare ecosostenibilmente, come ci si deve comportare?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao.<br />
Io mi sento direttamente interessata a questo articolo in quanto lavoro in una ditta che stampa plastica&#8230; ovviamente in crisi.<br />
A mio giudizio il futuro delle aziende che lavorano in questo settore è sicuramente il &#8220;bio&#8221;.<br />
Se, da una parte, i discorsi sul biosostenibile sono all&#8217;ordine del giorno, dall&#8217;altra noto una certa riluttanza quando si tratta di cose pratiche. Per esempio mi sono chiesta: quale sarebbe un materiale ecosostenibile da utilizzare per le nostre produzioni? Ho provato a rivolgermi ai nostri fornitori e li ho trovati assolutamente impreparati. Quando, poi, ho affrontato il discorso &#8220;mais&#8221; non mi hanno praticamente risposto.<br />
Ora mi chiedo, qualora si volesse iniziare a pensare ecosostenibilmente, come ci si deve comportare?</p>
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		<title>Di: Cougar</title>
		<link>http://testepensanti.wordpress.com/2008/05/12/io-so-come-andra-a-finire/#comment-38</link>
		<dc:creator>Cougar</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 15:16:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://testepensanti.wordpress.com/?p=16#comment-38</guid>
		<description>Si, hai ragione, infatti è per questo che dovremmo ridurre l&#039;uso del petrolio ai soli polimeri ADESSO, non quando sarà finito il petrolio.

Facciamo un esempio, mi sono rimasti 100 litri di petrolio e ogni giorno il mondo ne consumo 0.9 litri per benzina, carburanti, ecc e 0.1 per plastica e polimeri. Ora, in questo modo abbiamo una aspettativa di 100 giorni.

Ora eliminiamo l&#039;uso di benzina e carburanti e passiamo a fonti rinnovabili, quali energia solare, biocarburanti ecc. ci ritroveremo ad avere un consumo giornaliero di soli 0,1 litri e la nostra aspettativa è di 1000 giorni, ovvero 10 volte tanto ... in questo tempo sarà possibile alla scienza e ai ricercatori trovare nuovi metodi efficienti ed alternativi sia per la produzione di polimeri. Non solo, anche il prezzo cadrà drasticamente, perché la richiesta è minore e la disponibilità è maggiore.

La questione del petrolio non è solo importante, è anche URGENTE!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si, hai ragione, infatti è per questo che dovremmo ridurre l&#8217;uso del petrolio ai soli polimeri ADESSO, non quando sarà finito il petrolio.</p>
<p>Facciamo un esempio, mi sono rimasti 100 litri di petrolio e ogni giorno il mondo ne consumo 0.9 litri per benzina, carburanti, ecc e 0.1 per plastica e polimeri. Ora, in questo modo abbiamo una aspettativa di 100 giorni.</p>
<p>Ora eliminiamo l&#8217;uso di benzina e carburanti e passiamo a fonti rinnovabili, quali energia solare, biocarburanti ecc. ci ritroveremo ad avere un consumo giornaliero di soli 0,1 litri e la nostra aspettativa è di 1000 giorni, ovvero 10 volte tanto &#8230; in questo tempo sarà possibile alla scienza e ai ricercatori trovare nuovi metodi efficienti ed alternativi sia per la produzione di polimeri. Non solo, anche il prezzo cadrà drasticamente, perché la richiesta è minore e la disponibilità è maggiore.</p>
<p>La questione del petrolio non è solo importante, è anche URGENTE!</p>
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